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Agosto 2020, Varese: incontro e inizio di una collaborazione tra me, AOFE Italia e POLHA VARESE

“E’ l’abilità che conta, non la disabilità”

Nata nel 1982 per volontà di alcuni ragazzi disabili che desideravano fare sport come tutti i loro coetanei, la “POHLA VARESE“, presieduta dalla Dottoressa Daniela Colonna-Preti è un’Associazione Polisportiva Dilettantistica per Disabili. Riconosciuta dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico) come centro di avviamento allo sport, POLHA è un punto di riferimento per quelle persone con disabilità che vogliono intraprendere uno sport.
Lo sport può davvero cambiare la vita dei disabili, sia che diventino dei campioni, sia che lo pratichino senza risultati eclatanti. Per questo l’Associazione è sempre felice quando si aggiunge un nuovo amico e per questo cercano anche di far conoscere la loro Realtà attraverso attività di divulgazione nelle scuole, manifestazioni, fiere.

Discipline sportive: Nuoto (FINP), Handbyke (FCI), Ice Sledge-Hockey (FISG), Atletica (FISPES), Tennis Tavolo (FITET), Boccia Paralimpica (FIB), Kayak & Sitting Volley (CSI), Snowboard (FISIP) e Sport per Disabili Intellettivi e Relazionali (FISDIR).

Ci farebbe davvero piacere se qualche persona in difficoltà ci scrivesse per stringere nuove amicizie e per fare un po’ di sport. Non esitate quindi a scrivere o a noi o alla POLHA per ottenere maggiori informazioni. Abbiamo contatti su tutto il territorio nazionale.

Contatti POLHA VARESE:
www.polhavarese.org
info@polhavarese.org

I nostri contatti:
www.osseointegration.eu/it
www.alessiomanzoni.com

Ringraziamo il prezioso contributo del Medico Giulia Chiara Castiglioni, istruttrice di atletica leggera con brevetto paralimpico FISPES.

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Maggio 2020, Brescia: prima tesi di laurea in design delle protesi d’arto osteointegrate

Matteo Miccoli  (Brindisi) è il primo italiano ad essersi laureato presso l’Università LABA (Libera Accademia di Belle Arti di Brescia) producendo una tesi sulla ricerca del design estetico delle protesi d’arto osteointegrate.
Particolare è il legame che c’è tra il Dottor Matteo Miccoli e il tema OI in quanto suo padre dopo tanti anni è riuscito ad ottenere nel 2019 questo tipo di protesi ed attraverso la quale è finalmente riuscito a migliorare la sua qualità di vita.
Sono fiero di questo risultato e di essere stato in grado di aiutare sia Matteo, che suo papà, che la loro famiglia insieme alla Fondazione AOFE Italia.

Progetto: TALEA: Rinascita del Corpo
Sono stato soggetto di questa tesi.

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Dicembre 2019, Bologna: incontro tra AOFE Italia, Centro Protesi Inail, Università di Bologna e Istituto Ortopedico Rizzoli

A Dicembre 2019 ho organizzato un workshop per scambio informazioni tecniche circa la componentistica delle protesi d’arto osteointegrate presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio. Hanno partecipato all’incontro: la sezione italiana della Fondazione europea di Osteointegrazione AOFE rappresentata da me ; l’ingegnere olandese Tomas Van de Meent ; l’Equipe di tecnici e ingegneri dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna ; i medici dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e l’Equipe tecnica dell’INAIL Centro Protesi. #osteointegrazione #aofeitalia #amputazione #alessiomanzoni

Novembre 2019, Varese: incontro tra AOFE Italia e l’ospedale ASST dei Sette Laghi

Per questo incontro ho voluto che ci fossero i medici dell’ospedale di Varese, il tecnico ortopedico Emanuele Albanito e l’ingegnere olandese Tomas Van de Meent. Questo al fine di confrontarsi riguardo la componentistica delle protesi d’arto osteointegrate capendo attraverso la Fondazione AOFE, quali soluzioni tecniche esistono sul mercato mondiale. Ringrazio l’ospedale per l’ospitalità e la cortesia.

Novembre 2019, Varese: prima tesi italiana in fisioterapia sull’osteointegrazione degli arti amputati.

“Il regalo più grande che puoi fare ad un altro non è condividere le tue ricchezze, ma fargli scoprire le sue”..e quale più nobile inizio di tesi sull’Osteointegrazione per meritarsi 110 e lode ?! 
Martina Barozzi si è laureata in fisioterapia analizzando il mio caso clinico e attraverso i dati scientifici condivisi dalla Fondazione europea AOFE di cui sono ambasciatore per l’Italia.
Sede universitaria: Università degli Studi dell’Insubria di Varese.
Ospedali di riferimento per raccolta dati: Radboudumc di Nijmegen (NL) e Asst dei Sette Laghi di Varese.

Novembre 2019, Milano: prima tesi italiana in Tecniche Ortopediche sull’osteointegrazione

 Corso di laurea in Tecniche Ortopediche e anche qui AOFE ha svolto il suo compito di sensibilizzazione sul tema e di supporto con dati concreti per la stesura della tesi ; che entra anch’essa negli archivi culturali e scientifici del Nostro Stato italiano. 
Inoltre, l’intervista al fine di conoscere l’esperienza e il miglioramento qualità di vita a tre pazienti italiani osteointegrati, è stata di grande aiuto. I pazienti sono stati: 
io (OI nel 2017 transfemorale e plessoleso), Sig. Marcello (OI nel 2017 transfemorale bilaterale), Sig.ra Maria Cristina (OI nel 2019 transfemorale e plessolesa).
I Nostri più calorosi complimenti al Dottor Roberto Albanito che si è laureato presso Università degli Studi di Milano

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Ottobre 2019, Milano: corso ECM sull’osteointegrazione presso Istituto Palazzolo Fondazione Don Gnocchi

Ringrazio l’Istituto Palazzolo Fondazione Don Gnocchi e il tecnico ortopedico Emanuele Albanito per aver dato a me e alla Fondazione AOFE, l’opportunità per parlare del metodo osteointegrazione.

Link per consultare il programma dell’evento: “Saper ascoltare l’amputato: Il suo punto di vista” – qui !

Marzo 2019, Varese: prima tesi italiana sull’osteointegrazione ; facoltà di medicina chirurgia

Si chiama Giulia Chiara Castiglioni la dottoressa che, attraverso il mio caso clinico, la Fondazione AOFE che rappresento in Italia, l’ospedale Radboudumc, l’ospedale ASST dei Sette Laghi di Varese e l’università degli studi dell’Insubria si è laureata osservando e studiando il metodo osteointegrazione. Ha percepito, allineandosi al mio punto di vista, che valeva la pena parlare in Italia del metodo anche attraverso il suo documento scientifico. Mi ha seguito anche in uno dei miei viaggi verso i Paesi Bassi per capire concretamente cosa facessero altre equipe mediche e questo è meritevole. Colgo l’occasione per ringraziare in particolare il relatore della tesi, Prof. Matteo Tozzi (chirurgia vascolare) e il correlatore, Direttore Michele Bertoni (fisiatria).

Novembre 2018, Roma: secondo convegno nazionale e corso ECM sul metodo osteointegrazione

A Novembre 2018 ho voluto presentare alla Sanità dello Stato italiano e per la seconda volta (dopo Milano – Marzo 2018) il metodo osseointegration. Tutto questo è stato possibile grazie al supporto della Fondazione europea AOFE di cui sono ambasciatore, al Medico e responsabile scientifico Hendrik Van de Meent (presidente AOFE), al Dottor Gerben Van Hinte, al Sig. Barry Van Boekel (segretario AOFE), alla Signora Dicky De Best (tesoriera AOFE), al Progetto europeo MyLeg rappresentato e coordinato dalla Professoressa Raffaella Carloni, alla Dottoressa Giulia Chiara Castiglioni, alla Dottoressa Monica Marinoni, al Tecnico Ortopedico Emanuele Albanito, all’ospedale pubblico e centro di ricerca dei Paesi Bassi Radboudumc, e alla Federazione FIOTO.

Il convegno ha consentito a molti pazienti in difficoltà sul fronte del cammino a causa di un’amputazione e a molti medici / tecnici / ricercatori / ingegneri di tutta Italia, di conoscere a fondo i vantaggi e svantaggi dell’OI, il concetto di “indicazione” e “buona candidabilità”, il rapporto dell’OI con lo sport, il futuro dell’OI associato a nuove scoperte / studi in fase di sviluppo in molte università e cliniche nel resto del mondo.

Questo convegno, insieme a quello di Milano, ha consentito, previo altre valutazioni e incontri tecnici che si sono succeduti, il riconoscimento del metodo solo nell’anno 2019 in Regione Lombardia ed Emilia Romagna da parte della Sanità pubblica. Metodo che esiste nel resto d’Europa da oltre vent’anni.

Il nostro parlare del metodo in Italia, prendendo spunto dalla mia personale esperienza vissuta all’estero dopo due anni in sedia a rotelle non riuscendo a deambulare con una protesi standard, ha oggi permesso ai pazienti italiani in difficoltà di potersi rivolgere agli ospedali del nostro Paese capendo se possono anche loro ottenere un miglioramento qualità di vita in Italia.

Seguite le mie / Nostre future attività anche attraverso i social Twitter, Instagram, Facebook, YouTube e LinkedIn cercando “AOFE Italia”.

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Agosto 2018, Nijmegen (Paesi Bassi): incontro tra me (AOFE Italia), tre pazienti italiani amputati interessati all’osteointegrazione, Dottoressa Giulia Chiara Castiglioni, Emanuele Albanito e Prof. Raffaella Carloni (MyLeg Project).

Quando feci nascere la Fondazione AOFE nel mio Paese (autunno 2017) coinvolgendola nella mia causa di beneficenza, non vi era ancora la possibilità di consentire ai pazienti amputati in difficoltà di informarsi sul metodo OI presso gli ospedali italiani come oggi avviene grazie alla campagna di sensibilizzazione che ho portato avanti. Attualmente infatti (2020) è possibile rivolgersi ad alcune cliniche della regione Lombardia ed Emilia Romagna per ottenere informazioni ed eventuali cure previo valutazioni mediche.

Fu così che quindi decisi di creare un gruppo di pazienti e di professionisti interessati al tema organizzando un viaggio di qualche giorno verso l’ospedale pubblico Radboud University Medical Center di Nijmegen.

Il Radboudumc è uno dei Centri di rilevanza mondiale che ha contribuito allo sviluppo e perfezionamento chirurgico e riabilitativo dell’OI. E’ lo stesso ospedale in cui mi sottoposi all’intervento stando lì per un mese e mezzo e tornando a camminare correttamente dopo due anni in cui stavo quasi quotidianamente in carrozzina.

I pazienti hanno avuto modo di approfondire il tema confrontandosi con medici specializzati e con altri pazienti osteointegrati. Durante la permanenza presso i Paesi Bassi ho avuto modo di far conoscere al gruppo la Professoressa Raffaella Carloni: coordinatrice del Progetto MyLeg.

Il viaggio ha inoltre consentito alla Dottoressa Giulia Chiara Castiglioni di raccogliere informazioni e dati per lo sviluppo della prima tesi italiana in Medicina e Chirurgia sull’OI nata nel Marzo successivo presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Relatore: Prof. Matteo Tozzi (Direttore Chirurgia Vascolare) ; correlatore: Dott. Michele Bertoni (Direttore Struttura Complessa Riabilitazione Neuromotoria) – Ospedale ASST dei Sette Laghi di Varese.

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