Sostenitori della mia Causa di beneficenza !

Hendrik Van de Meent è un Medico Fisiatra olandese. E’ uno dei rappresentanti scientifici del metodo osteointegrazione attraverso la Fondazione europea di beneficenza AOFE (Amputee Osseointegration Foundation Europe). Henk gode di un’approfondita conoscenza dell’osteointegrazione di tutto il mondo ed è appassionato di robotica. Ha un approccio sempre aperto verso l’innovazione e la collaborazione tra equipe mediche e scientifiche al fine di migliorare la qualità di vita delle persone in difficoltà. Collabora con ospedali di tutto il mondo e svolge il suo lavoro presso la clinica Radboud University Medical Center nei Paesi Bassi.

Jan Paul Maria Frölke è un Medico Chirurgo Ortopedico olandese che lavora nell’ospedale Radboud University Medical Center dei Paesi Bassi. Tra le molte competenze a sua disposizione, ha una approfondita conoscenza della chirurgia nel campo dell’osteointegrazione per amputazioni di gambe e braccia. Ha eseguito il suo primo paziente OI nel 2009 insieme al medico tedesco Horst-Heinrich Aschoff e nello stesso anno ha sviluppato la tecnica insieme al suo collega Henk Van de Meent. Ad oggi ha curato centinaia di pazienti amputati. Grazie al loro rivoluzionario successo, negli anni la Squadra si è ampliata con fisioterapisti, tecnici protesici, ricercatori e dottorandi. Nel 2017 il loro Team ha acquisito un’importante borsa europea per lo sviluppo di una protesi “controllata dalla mente” in collaborazione con ricercatori italiani e islandesi. Dal 2018 il Dottor Frölke lavora con colleghi internazionali di importanti Centri medici universitari in Germania (Scuola Medica di Hannover e Ospedale Accademico Militare di Berlino), Italia (Istituto Ortopedico Rizzoli), Stati Uniti (UC Health University of Colorado) e in Canada (McGill University Health Center Montreal). La missione professionale del Dottor Jan Paul Frölke ha l’obiettivo di rendere l’osteointegrazione il più accessibile possibile a livello globale per le persone amputate. Questo al fine di ripristinare la loro qualità di vita ai massimi livelli.

Ruud Leijendekkers è un Fisioterapista e Ricercatore olandese. E’ autore di molti articoli scientifici sull’osteointegrazione e insieme ad altri collaboratori ha esportato ed esporta tutt’ora il metodo in molti Paesi del mondo ridando ai pazienti amputati in difficoltà, la possibilità di tornare a camminare.

Raffaella Carloni è un Ingegnere robotico e Professoressa associata italiana che svolge il suo lavoro presso l’Università di Groningen (Paesi Bassi). Vive in Olanda da più di dieci anni ed è coordinatrice del Progetto europeo MyLeg che gestisce in collaborazione con aziende, università e ospedali di tutto il mondo. Precedentemente è stata Professoressa associata presso l’Università di Twente (Paesi Bassi) e si è laureata in ingegneria elettronica presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

Matteo Tozzi è un Medico Chirurgo dell’ospedale ASST dei Sette Laghi di Varese. Direttore del Dipartimento di Chirurgia Vascolare e Professore Associato dell’Università degli Studi dell’Insubria. Nell’anno Accademico 2017/2018 è stato il primo Relatore italiano ad aver autorizzato la produzione di una tesi in Medicina e Chirurgia sull’osteointegrazione degli arti amputati.

Silvia Bozzi è un Medico Fisiatra dell’ospedale ASST dei Sette Laghi. E’ specializzata nel trattamento delle amputazioni mediante protesi d’arto a invaso e osteointegrate. E’ stata ed è attualmente figura di supporto agli studenti universitari nella stesura di tesi anche sull’OI presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Michele Bertoni è un Medico Fisiatra. E’ direttore del Dipartimento Struttura Complessa Riabilitazione Neuromotoria dell’ASST dei Sette Laghi (ospedali Carlo Ondori di Angera, Luini Confalonieri di Luino, Causa Pia Luvini di Cittiglio, Luigi Galmarini di Tradate, Cuasso al Monte, Filippo del Ponte di Varese e Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese). E’ stato correlatore della prima tesi italiana in Medicina e Chirurgia sull’osteointegrazone degli arti amputati presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Davide De Luca è un Fisioterapista dell’Ospedale ASST dei Sette Laghi di Varese e Docente presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese. E’ stato relatore della prima tesi italiana in fisioterapia sull’osteointegrazione degli arti amputati e figura di supporto per la stesura della prima tesi italiana sull’OI in Medicina e Chirurgia. E’ un fisioterapista specializzato nel trattamento di pazienti amputati che indossano protesi a invaso e osteointegrate.

Stefano Zaffagnini è un Medico Chirurgo Ortopedico e Direttore Struttura Complessa Clinica Ortopedica e Traumatologica II dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. E’ Professore Ordinario di Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Bologna. E’ stato Presidente della SIGASCOT (Italian Society of Knee Arthoscopy Shoulder Cartilage Sport and Orthopaedic Tecnologies). Nel 2019 il Professor Zaffagnini, in collaborazione con la Fondazione AOFE e attraverso il Progetto MeTACOs, è stato il primo Chirurgo italiano ad aver effettuato un intervento di osteointegrazione in Italia su un paziente amputato a un arto inferiore.

Domenico Alesi (a sx) si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna ed è in formazione specialistica in Ortopedia e Traumatologia presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

Agostino Igor Mirulla ha conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica nel 2017. Lavora come Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM) dell’Università di Bologna nell’ambito del Progetto MeTAcOs. Attualmente è anche Dottorando di Ricerca presso il Dipartimento di Innovazione Industriale e Digitale (DIID) dell’Università di Palermo.

Stefano Di Paolo è un Ingegnere Biomedico che ha conseguito la Laurea presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e sta svolgendo un Dottorato di Ricerca presso lo stesso Istituto in cui vi sono studi anche circa le amputazioni. Svolge attualmente il suo lavoro presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

Paolo Titolo è un Medico Chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia. E’ esperto in Microchirurgia e Chirurgia della Mano. Dirigente Medico presso il C.T.O. di Torino (Centro Traumatologico Ortopedico).

Belina Laluci è una Fisioterapista italiana di origini albanesi che ha conseguito la sua Laurea presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Ha inoltre frequentato il tirocinio presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio conoscendo le problematiche legate alle amputazioni di arto.

Serena Sabucco è laureata in fisioterapia e ha conseguito la laurea magistrale in scienze riabilitative delle professioni sanitarie. E’ stata soccorritrice per 18 anni. La sua esperienza di trattamento con gli amputati varia dalla normale rieducazione motoria in stanza, all’idroterapia e alla riabilitazione equestre.

Valentina Labita è una Biologa Nutrizionista iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi. Ha conseguito nel 2007 la laurea triennale in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Milano, prosegue i suoi studi conseguendo nel 2009 la laurea magistrale in Biologia Applicata alla
Ricerca Biomedica. Dopo aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Biologo ed essersi perfezionata in campo nutrizionale, inizia a lavorare come libero professionista dedicandosi pienamente al mondo della
nutrizione ed alla divulgazione di sani stili di vita, lavorando in sinergia con le altre specialità mediche e sanitarie. E’ abilitata a valutare i fabbisogni nutritivi ed energetici dell’uomo, elabora piani alimentari personalizzati ed effettua valutazione della composizione corporea. La sua professione rappresenta per lei una scelta di vita e una grande passione.

Giulia Chiara Castiglioni è un Medico Chirurgo e Istruttrice di atletica leggera con brevetto paralimpico FISPES. La sua tesi di laurea dal titolo “Outcome dell’amputazione vascolare ed ortopedica. Ruolo dell’osteointegrazione delle protesi d’arto nel miglioramento della qualità di vita del paziente amputato”, é stata la prima tesi in Italia a trattare il tema dell’osteointegrazione degli arti. Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Roberto Albanito è stato il primo italiano a laurearsi in Tecniche Ortopediche producendo una tesi sull’osteointegrazione degli arti amputati. Titolo della tesi: “Osteointegrazione: il progresso nella protesica di arto inferiore”. Dipartimento di Scienze Biomediche Chirurgiche ed Odontoiatriche. Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano.

Martina Barozzi è stata la prima italiana a laurearsi in Fisioterapia producendo una tesi sull’osteointegrazione degli arti amputati. Titolo della tesi: “Valutazione della performance motoria e della qualità della vita nel paziente osteointegrato: case report”. Corso di Laurea in Fisioterapia presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Matteo Miccoli è un ragazzo originario di Brindisi ed è il primo italiano ad essersi laureato presso l’Università LABA (Libera Accademia di Belle Arti di Brescia) producendo una tesi sulla ricerca del design estetico delle protesi d’arto osteointegrate.
Particolare è il legame che c’è tra il Dottor Matteo Miccoli e il tema OI in quanto suo padre dopo tanti anni è riuscito ad ottenere nel 2019 questo tipo di protesi ed attraverso la quale è finalmente riuscito a migliorare la sua qualità di vita.

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AOFE è una Fondazione di beneficenza fondata nel 2015 con l’obiettivo di promuovere e migliorare la qualità del trattamento di Osteointegrazione per le persone con amputazioni di arti superiori o inferiori in Europa.

Dicky de Best è una Signora olandese che ha indossato per quasi 30 anni una protesi a invaso dopo aver perso una gamba. Oggi, grazie alla protesi osteointegrata e come lei stessa testimonia, può svolgere di nuovo tutte le attività che svolgeva prima del trauma: camminare sempre senza dolori e con grande comfort, andare al lavoro, andare in bicicletta, nuotare e visitare città. Mette e toglie la protesi con un click. Dicky è una osteointegrata esperta, aiuta gli amputati in difficoltà nell’ospedale Radboudumc ed è tesoriera europea della Fondazione di beneficenza AOFE.

MyLeg (osseointegrated transfemoral prosthesis embodying
advanced dynamic behaviors) è un progetto di quattro anni, finanziato dalla
comunità Europea all’interno del programma quadro Horizon 2020 per
la ricerca ed innovazione. Lo scopo del progetto è quello di realizzare una nuova generazione di protesi transfemorali bioniche che possano essere utilizzate intuitivamente in differenti attività quotidiane. La protesi MyLeg sarà
osteointegrata ed includerà sensori mioelettrici transmuscolari e sistemi di attuazione simile ai muscoli umani. Coordinatrice del progetto: Prof. Raffaella Carloni

Barry van Boekel è un Signore olandese osteointegrato da molti anni a seguito di una amputazione transtibiale. Durante tutti i periodi dell’anno percorre insieme a sue moglie e a gruppi organizzati di normodotati, lunghi cammini ; ha percorso anche un tragitto di 500 km e spesso vince medaglie ! Barry è segretario europeo della Fondazione di beneficenza AOFE.

E’ l’abilità che conta, non la disabilità.

Nata nel 1982 per volontà di alcuni ragazzi disabili che desideravano fare sport come tutti i loro coetanei, la “POHLA VARESE“, presieduta da Daniela Colonna Preti, è un’Associazione Polisportiva Dilettantistica per Disabili. Riconosciuta dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico) come centro di avviamento allo sport, POLHA è un punto di riferimento per quelle persone con disabilità che vogliono intraprendere uno sport. Lo sport può davvero cambiare la vita dei disabili, sia che diventino dei campioni, sia che lo pratichino senza risultati eclatanti. Per questo l’Associazione è sempre felice quando si aggiunge un nuovo amico e per questo cercano anche di far conoscere la loro Realtà attraverso attività di divulgazione nelle scuole, manifestazioni, fiere.

Discipline sportive: Nuoto (FINP), Handbyke (FCI), Ice Sledge-Hockey (FISG), Atletica (FISPES), Tennis Tavolo (FITET), Boccia Paralimpica (FIB), Kayak & Sitting Volley (CSI), Snowboard (FISIP) e Sport per Disabili Intellettivi e Relazionali (FISDIR).

All’interno del Polo di Psicologia operano diversi Team di Psicologi-Psicoterapeuti, ognuno specializzato in una particolare area specialistica, come per esempio ansia e depressione, problemi di coppia e familiari, disturbi cognitivi ed emotivi in età evolutiva o problemi di dipendenza. Il Polo si avvale inoltre della collaborazione di molti altri consulenti, come Medici-Psichiatri, Neuro-Psichiatri Infantili, Logopedisti, Mediatori Familiari, Pedagogisti e Nutrizionisti.

Pietsje Hannema Greidanus è una Signora olandese sposata con tre figli. Dopo essere stata amputata all’arto inferiore ha dovuto imparare a camminare di nuovo. Grazie alla sua protesi a click osteointegrata percorre molti km a piedi e grazie alla sua esperienza pluriennale con l’OI (2010), testimonia per altre persone in difficoltà che cosa significa per lei la libertà del cammino attraverso questo metodo.

Unyq è un’Azienda di fama mondiale che progetta e produce cover per protesi di arti amputati. Il design e la geometria delle cover, realizzate in stampante 3d, è personalizzato secondo il gusto e il comfort richiesto dal paziente. Inoltre l’attenzione da parte del Gruppo Unyq verso lo sviluppo di prodotti sempre al passo con la moda, è una prerogativa che consente alle persone amputate di sentirsi se stesse in libertà, con coraggio e fierezza !

A.P.L.I. (Associazione Plesso Lesi Italiana) è fatta e gestita da volontari. E’ un’associazione senza scopo di lucro. Ha come obiettivo primario quello di dare informazioni atte ad individuare il percorso più idoneo per cercare di assistere tutti gli individui che subiscono politraumi da incidenti stradali.

Marleen Nieuwkamer è una Signora olandese che ha avuto la complicazione del fegato grasso acuto durante la gravidanza. E’ stata per 65 giorni in terapia intensiva e ha subìto molti interventi chirurgici in cui hanno cercato di salvarle la vita ; tra questi anche un trapianto di fegato. Per altre successive complicanze le amputarono entrambe le gambe a livello dei femori. Ha deambulato per 2 anni con le protesi a invaso senza però mai riuscire a restare senza stampelle. Nel 2018 è stata sottoposta agli interventi OI. Oggi Marleen ha una famiglia con due figli e cammina senza stampelle.

Abdou Sowe è un ragazzo di 26 anni nato in Gambia e che vive in Italia. Undici anni fa, a causa di un incidente, perse parte di una gamba sotto il ginocchio. Abdou non si è mai dato per vinto. Ha due grandi passioni: lo sport e sfilare nel mondo della moda. E’ molto veloce quando corre indossando la sua “lama”.

Jacopo Franchi, classe 1987, lavora come content strategist ed è autore del blog “Umanesimo Digitale” e del saggio “Solitudini Connesse. Sprofondare nei social media” in cui analizza, tra le altre cose, l’utilizzo delle piattaforme digitali da parte degli utenti in condizioni di particolare vulnerabilità psicologica e sociale.

Alessandro Alberti è un ragazzo che nel 2010, a causa di un incidente in moto, venne amputato a una gamba a livello transfemorale e ruppe sedici costole ; aveva 28 anni. Alessandro non si è mai fatto abbattere dalla sua triste perdita perché tutt’oggi nutre la sua vita anche attraverso la passione per i motori che non ha abbandonato. Nella foto corre sul suo go kart. La sua è una grande testimonianza di forza.

2nove9 Bikers Care – Vittime incidenti stradali è un’associazione no profit che assiste gratuitamente le vittime di incidenti stradali, i loro familiari e gli aventi diritto.

Janet Corral è una Signora statunitense ed ex atleta. In età molto giovane dovette scegliere in poche ore tra la morte o l’amputazione di una gamba a causa di un osteosarcoma. A seguito dell’amputazione, Janet ha cercato per molti anni di essere osteointegrata negli States ; ed è quanto è avvenuto nel 2019 grazie alla Fondazione AOFE. Janet sta oggi lavorando sodo per realizzare un suo sogno: partecipare alla maratona di Miami.


LTO Ortopedia Albanito mette a disposizione del paziente la sua esperienza e professionalità per la realizzazione di presidi ortopedici su misura di qualità.

Miranda Van Malsen è una Signora olandese che ha subìto un trauma durante una partita di calcio. A seguito di otto interventi chirurgici a cui si è sottoposta nell’intento di salvare la gamba, venne amputata quando aveva solo ventiquattro anni. Dopo nove anni di esperienza con le protesi a invaso, scelse di migliorare la propria qualità di vita camminando con una protesi osteointegrata. E lei è sempre bellissima !

IN LAB Riabilitazione con i suoi servizi, rappresenta un punto di riferimento per la riabilitazione e l’idrokinesiterapia nel territorio di Monza e Brianza. In ogni Centro lo staff è specializzato nella presa in carico della persona, offrendo un percorso individuale volto al recupero funzionale. Il team è composto da fisioterapisti in collaborazione con osteopati, terapiti della neuropsicomotricità e medici specialisti. Oltre ai servizi erogati in struttura, IN LAB Riabilitazione offre fisioterapia a domicilio.

L’Associazione Paraplegici Lombardia (APL) nasce nel 1980 con la volontà di costituire un riferimento per chi vive la condizione di para-tetraplegia come conseguenza di un trauma spinale, trovandosi improvvisamente a fare i conti con una realtà complessa e problematica

Sistemha nasce dalla volontà di creare un centro dove l’attività fisica e il movimento sono la chiave per poter migliorare la propria condizione corporea e di conseguenza mentale. Professionisti specializzati nel settore, costantemente presenti, mettono a disposizione la propria competenza nel formulare programmi di allenamento e mantenimento personalizzati col fine di permettervi di raggiungere gli obiettivi prefissati. A seconda delle proprie esigenze Sistemha propone tre programmi: SPORT – SALUTE – FORMA

Enzo Lauria è un Signore di 44 anni che ha subìto un incidente sul lavoro nel 2000 con uno schiacciamento della gamba sinistra causato dal cilindro di un nastro trasportatore che gli ha travolto l’arto. Dopo mesi di ricovero, diversi interventi e infezioni, i medici sono riusciti a salvargli l’articolazione del ginocchio per condurre una qualità di vita migliore ; e così è stato! Oggi Enzo ha una famiglia con due figli e pratica sport a livello agonistico: in passato ha giocato ad ice sledge hockey e ora corre con l’handbike.

Altheo Network nasce dall’idea di un gruppo di creativi, artisti e viaggiatori, con lo scopo di offrire servizi e una struttura professionale. Conoscere persone, viaggiatori, appassionati, veterani del mondo delle due ruote italiani, e non, voler raccontare le proprie esperienze tramite immagini video ed interviste, è alla base di tutti i Format di Altheonettv.

Giovanni Miccoli è un Signore pugliese amputato nel 2014 a causa di un sarcoma scoperto nel 2010. Dopo sei anni di esperienza con la protesi a invaso ha scelto di migliorare la sua qualità di vita attraverso l’applicazione di una protesi osteointegrata ottenuta nel 2019.

Luca Moretto è un artista veneto ed è un ragazzo amputato all’arto inferiore. In dieci anni di carriera, non solo sperimenta con il silicone, ma forgia loghi, slogan, aforismi … Impossibile non essere travolti dalla gioia di vivere che l’artista celebra nel suo motto: “L’ottimismo può fondare le sue radici anche nel dolore”. Dalle opere di Moretto scaturisce un’energia travolgente che accende il desiderio sensoriale nello spettatore, desiderio che l’artista incita a soddisfare permettendo di accarezzare le sue creazioni. Difficile resistere alla tentazione tattile delle sue tele che sembrano membrane viventi.

Fondata a Milano nel 1988, la società MakeLab Srl è nata inizialmente come studio grafico denominato Make Grafica e Pubblicità. Oggi MakeLab è un’agenzia di grafica e web cresciuta negli anni incrementando le proprie competenze fino ad offrire un servizio completo e integrato di comunicazione multimediale che si articola tra comunicazione tradizionale e comunicazione digitale.

Antonio Marciano è un artista laureato con lode all’Accademia di Belle Arti di Brera. E’ un ragazzo che ha saputo adattarsi con talento all’indisponibilità fisica dovuta a una malattia che lo ha colpito in giovane età. Ha creato una personalissima tecnica utilizzando un gioco di altri tempi: riempire plance traforate con chiodini di diversi colori. Un passatempo dedicato ai bambini si fa strumento espressivo capace di sublimare il dolore, di annientare le ombre della malattia e delle cure, in una reinterpretazione umanistica della pop art. La sua ricerca artistica lo porta a sperimentarsi nella tecnica figurativa, ancora presente nella serie dei ritratti – un lavoro amorevole e paziente dedicato alle persone care che diventano icone imperiture, sfondando così quella dimensione che gli sembrava negata, il futuro – per poi immergersi liberamente nel colore dando vita ad opere di grandi dimensioni più astratte e libere. Una rinuncia al razionale, che non è capace di offrire risposte ai numerosi perché, per abbracciare la sfera delle emozioni, in opere le cui dimensioni superano l’apertura della braccia dell’artista.


L’ Associazione Real Eyes Sport, Associazione Sportiva Dilettantistica senza fini di lucro, nasce da un’idea di Daniele Cassioli, cieco dalla nascita per una retinite pigmentosa, pluripremiato campione mondiale ed europeo di sci nautico e membro del Consiglio Nazionale del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), e di alcuni professionisti che si occupano da anni della promozione, organizzazione e supporto di attività sportive e sociali legate al mondo della disabilità e non. Tra un bambino sereno, che sta bene, che si muove bene e un bambino che non lo fa, c’è di mezzo l’agire degli adulti, il dialogo tra famiglie, le opportunità, il destino. Real Eyes Sport vuole che l’approccio di un bambino cieco o ipovedente con l’attività sportiva avvenga indipendentemente dalla sua condizione.

Luca Meola è un fotografo freelance e documentarista, laureato in Sociologia all’Università di Trento.  Dalla fine del 2014 vive tra l’Italia e il Brasile dove si dedica alla fotografia di strada e al reportage sociale.  Il suo lavoro è stato esposto in festival internazionali e i suoi progetti sono stati pubblicati su riviste in Italia e all’estero. E’ socio e collaboratore di Codici Ricerca e intervento.  E’ rappresentato in Italia da Luz Photo Agency di Milano.

Andrea Leanza è un make up artist e prosthetic designer, nonché scultore e pittore. E’ un artista del cinema di tutto il mondo. E’ colui che crea gli zombi, le ferite, le scene di sangue, le dentature storte e gli invecchiamenti. Lui è l’artefice delle trasformazioni: le vede, le crea e le applica. Filmografia qui !

Fred Hernandez è un Signore statunitense che ha perso una gamba all’età di 17 anni a causa di un incidente stradale, era il 1985. Per molti anni Fred ha cercato di adattarsi alle varie protesi a invaso ma a causa del suo moncone di forma “irregolare” e di diverse lesioni cutanee, ha riscontrato grosse difficoltà per deambulare correttamente. Negli anni successivi scelse di passare a una protesi osteointegrata e di sottoporsi all’intervento chirurgico in Australia perchè in U.S.A. non esisteva il metodo. Ormai Fred cammina tranquillamente e da molto tempo senza ausili. Oggi aiuta altri amputati che si trovano nella stessa situazione da lui vissuta.

Alessio Tavecchio, all’età di 23 anni, sopravvive miracolosamente a otto giorni di coma profondo a seguito di un incidente motociclistico ma subendo un’irreversibile lesione al midollo spinale che lo costringe sulla sedia a rotelle. Dopo l’incidente Alessio reagisce con impressionante forza di volontà e nel 1996 partecipa alle Paralimpiadi di Atlanta sfidando se stesso e il mondo in tre finali di nuoto. Sente però che quanto sta facendo per se stesso non è sufficiente e che la sua missione nella nuova vita avrebbe dovuto essere la promozione del valore della vita a tutti coloro che avessero incrociato la sua esistenza, fossero o meno persone con disabilità. Nel 1998 nasce la Fondazione Alessio Tavecchio delineandosi così il vero, grande e intramontabile sogno di Alessio: la creazione di un Centro Polifunzionale Integrato di Residenzialità, Formazione e Sport, un vero e proprio Open Village aperto a tutti!

Ramona Broglia nata destra nel 1976. In seguito ad un incidente in moto nel 2001 perde l’uso completo del braccio destro, paralisi di plesso brachiale.
Si è dovuta reinventare mancina ritrovando la propria stabilità mentale e autonomia. Non ha mai voluto rinunciare alla sua grande passione per lo sport e appena le è stato possibile tra un’operazione e l’altra si è rimessa in gioco accettando varie sfide agonistiche in diversi sport. Quello che negli ultimi anni le ha portato bei risultati individuali è stata la canoa affrontando con tenacia un percorso di 6 anni pieno di ostacoli. Ramona ha raggiunto livelli alti agonistici, titoli italiani in 3 categorie diverse, ma quello che più conta, enormi soddisfazioni personali, a discapito di chi non credeva ce l’avrebbe fatta e grazie a chi ha creduto in lei e l’ha seguita in questo percorso.
Ramona da qualche anno fa parte del direttivo dell’Associazione Plesso Lesi Italiana A.P.L.I.
A disposizione di chi come lei ha subito il suo stesso trauma fisico ma soprattutto mentale, cercando di trasmettere agli associati positività e speranza per una vita piena di emozioni importanti, fatta di lavoro interiore e fisico.

Erald Jaupi, classe 1990, è un ragazzo nato in Albania e che vive in Italia (Piemonte) da molti anni. Nel 2016, a causa di un incidente in moto e contemporaneo triste investimento da parte di un’auto mentre era a terra, ha subìto gravi traumi (TCE compreso) e lesioni anche permanenti tra cui quella di plesso brachiale da un lato. Ha vissuto per molti mesi su una sedia a rotelle ed ha avuto la forza e pazienza di superare un lungo periodo riabilitativo. Oggi Erald ha recuperato incredibilmente quasi tutte le sue funzioni e cammina senza ausili. E’ un grande esempio di resilienza !

Edwin de Wolf è un Signore olandese di alto grado all’interno dell’esercito militare. Durante il conflitto legato alla crisi bosniaca, perse una gamba a causa dell’esplosione di una mina antiuomo ma riuscì a sopravvivere. Dal 1996, nonostante la disabilità è un importante Manager dell’esercito reale olandese e gestisce un Team di venti specialisti in ortopedia al fine di fornire avanzate protesi per arti ai Clienti civili e militari. Edwin ha partecipato per tre volte agli Invictus Games, evento sportivo internazionale organizzato dal Principe Harry, vincendo medaglie in tutto il mondo per il ciclismo. Oggi è addirittura nel Board degli Invictus Games 2020 a L’Aia. A questo link è possibile conoscere il suo libro ! Il Signor Edwin nel 2019 ha scelto di migliorare la sua qualità di vita attraverso una protesi osteointegrata per amputazione transfemorale.

Marco Viola, classe 1980, è un ragazzo di Alessandria. Marco soffre di una grave lesione di plesso brachiale dal 2017, anno in cui fu vittima di un incidente motociclistico. In seguito al trauma ha dovuto abbandonare le sue attività sportive amatoriali come quella della boxe e del football americano. Si è però fatto forza svolgendo, come tutt’ora fa, allenamenti in palestra. Muovere un braccio solo non lo ha certamente ostacolato nell’organizzare piacevolissime grigliate piemontesi con amici !

Gabriele Pattini, classe 1977, è un ragazzo di Parma che nel 1996 ha lesionato la spina dorsale a causa di un incidente automobilistico. Appassionato di motociclismo, Gabriele è fondatore della Easy Riders Onlus: Associazione no-profit in cui, tra le tante altre attività, aiuta le persone disabili ad andare in moto e organizza eventi nelle scuole parlando di sicurezza stradale e testimoniando che le persone diversamente abili possono comunque godere della vita a 360°.

Asim Gondal, classe 1973, è un Signore norvegese di origini pakistane. Ha una bellissima famiglia con due bambini ed è un grande appassionato di automobili da corsa. Prima del trauma svolgeva come lavoro appunto il copilota e fu durante un incidente in gara che purtoppo perse entrambe le gambe a livello transfemorale. Nel 2017 scelse di sostituire le sue protesi a invaso con protesi osteointegrate e il video su YouTube indicato mostra il suo cammino senza stampelle a pochi mesi dagli interventi chirurgici.

Gemma Trotter è una Signora inglese che all’età di 14 anni rimase vittima di un incidente stradale avvenuto in Belgio. A 16 anni, per varie complicanze che si succedettero, decise di farsi amputare la gamba sinistra. Negli anni successivi Gemma scoprì di avere due passioni: le auto da corsa e il fitness. Gemma è osteointegrata, è ambasciatrice per l’Azienda di componenti protesici Ottobock e ha un bellissimo figlio.

OTN Innovations è un’Azienda specializzata nella progettazione, produzione test e certificazione di connettori con sistema a “click” per protesi osteointegrate. I componenti con tecnologia a click permettono ai pazienti amputati di collegare e scollegare la protesi OI dall’impianto intramidollare ancorato al moncone dell’arto con un semplice gesto e in qualsiasi momento. Il connettore ha inoltre il compito di garantire la perfetta trasmissione tra la meccanica scheletrica del corpo umano e la protesi durante i tanti km di cammino percorsi nel lungo periodo (in caso di amputazione arto inferiore). Esistono connettori sia per arti superiori che per arti inferiori e diversi tipi di connessioni a click.

Xilloc è un’Azienda che progetta e produce componenti medicali customizzati in stampa 3d. Ricostruisce o “corregge” ossa del corpo umano in titanio tra cui mandibole e parti del cranio. Sul fronte osteointegrazione degli arti amputati è una delle aziende produttrici di impianti intramidollari e di connettori a click per il collegamento e rimozione delle protesi.

Stephen Murphy è un ragazzo londinese che ha subìto un’amputazione transfemorale nel 2013 a causa di un incidente sul lavoro. E’ stato osteointegrato nel 2017 nei Paesi Bassi ed è sposato con due bambini. E’ un appassionato giocatore di pallacanestro in carrozzina.

Slowbyte, shift your perspective! Slowbyte è un’associazione che promuove nuove soluzioni per interpretare e soddisfare i bisogni sociali e culturali che nascono dalla globalizzazione. Concretamente, proponiamo iniziative culturali legate alla scrittura che ruotano attorno a SH!U, un taccuino di design, reale e virtuale, che si erge ad oggetto simbolico e tramite per la realizzazione di quanto enunciato; Slowbyte afferma infatti l’idea che il virtuale, fonte inesauribile di informazioni e incontri, abbia un’unica importantissima funzione: aiutarci a vivere meglio la nostra vita reale.

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